"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
       Bamb.: "Sì, perché c'è la STANDA".
  (Andrea Zanzotto)      

           

domenica, 28 ottobre 2007

Recensione di un'opera d'arte involontaria: il grembiule del
Maestro  grafico F. Vecchietti


“Non uno di meno", dice il Maestro
rifiutando l'alternativa binaria
e riduttiva tra il bianco e il nero,
spaccando in tre il capello... il campo il foglio,
deragliando deciso dal binario banale
degli aut-aut, coi consueti opposti
da elidere. Il bianco e il nero dapprincipio
si oppongono si escludono si sfuggono
come nell'infanzia i due generi:
bambine e bambini si odiano,
si sa, ma poi da grandi si sposano.
 
"Tertium datur", dice tacendo il grembiule
del Maestro, c'è una strada
una linea di fuga, rossa, che regge.
Nella lotta corpo a corpo
di chiari e scuri, sulla bianca distesa
del foglio c'è dell'Eros, c'è passione.
Lottano il segno fermo, ieratico
univoco, che di nulla si intriga
e l'empatico muoversi di Dioniso
fluido e manesco, che tutto tocca e sfuma
nell'hibris di tutto segnare e marchiare
col proprio odore. Nella stoffa-scudo
al corpo del sacerdos, rimane traccia
del combattimento tra due vettori,
due colori, due amori in tutto opposti
e paralleli. Sarà il terzo elemento,
il fil rouge della mano che cala e torce
e imprime, che stampando
rivelerà ogni cosa.
 
Su quella veste il campo resta chiaro,
(traspare ancora il candore primo)
ma un sole nero allude, a oriente,
nel brumoso mattino, al lungo itinere
della lotta amorosa ed impari, da cui
si sa,  nessuno pulito o intonso uscirà.
 
Ecco il maestro colto nell'atto
di valutare la morsura dell'acido:
dapprima distaccato, controllato,
poi coinvolto; prima diffidente, irridente,
e poi, finalmente "...ma si', proviamo!"
Tarlatane nere come il peccato subito
sfiorano, tolgono, spalmano
lastre incise che mal sopportano il velo 
nero e se ne liberano sotto pressione
mute rassegnate torchiate a morte.
Opera al nero, l'acquaforte.
 
Testimone del duro travaglio
quel lino rituale, quel limes
che torna di stampa in stampa
a distillar sostanza, a separar nel foglio
sporco e pulito, e a ricordare
il filo rosso salvifico, sorprendente
che porta avanti l'artista, oltre sè stesso
e altrove, nell'arte senza tempo
e lo rende già pronto ad un altro viaggio
sul foglio bianco libero e leggero.
 
Resta, quale spoglia sacrificale
o gloriosa vecchia bandiera,
appeso in luogo recondito e riposto
quel lino frusto e nobile:
salvifica armatura
distanza che difende.

Postato da: naima2 a 20:53 | link | commenti (9)


Commenti
#1    28 Ottobre 2007 - 22:25
 
Bella, Naima, bella sul serio.
Mi piace tutta: alla prima e anche alle successive letture. Mi piace il tema, e il tono, il ritmo, le assonanze. Il senso. È una poesia che vive ed emoziona.

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#2    28 Ottobre 2007 - 22:53
 
Piace molto anche a me. Sì.
Sono quasi invidioso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#3    29 Ottobre 2007 - 21:03
 
Grazie, amici miei.
Buona la prima, dite? Sono pochissimo lucida quando scrivo, scrivo in modo passionale e questo è un gran rischio.
Ma ditemi anche dove cambiereste, io considero il blog un laboratorio e appartenere ad una sorta di comunità aiuta.
Un saluto e un abbraccio.
Naima
utente anonimo

#4    30 Ottobre 2007 - 11:51
 
Bello, complesso e pieno di cose questo testo, con tutte le sue divagazionie considerazioni.
Mauro
utente anonimo

#5    30 Ottobre 2007 - 19:51
 
Sì, buona la prima:-) questa non è da ritoccare.
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#6    31 Ottobre 2007 - 04:57
 
Ecco, queste tue parole, che riprendo, io le sottoscrivo in pieno
"..Sono pochissimo lucida quando scrivo, scrivo in modo passionale e questo è un gran rischio.
Ma ditemi anche dove cambiereste, io considero il blog un laboratorio e appartenere ad una sorta di comunità aiuta. "

Grazie delle belle cose scritte da me.
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#7    03 Novembre 2007 - 18:50
 
Bella, senza un attimo di interruzione o sfasatura del ritmo che corre con baldanza composta, scelte le parole, sarà anche scritta d'istinto ma il tuo istinto è molto accurato e sa dove pescare:-))
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente triana

#8    04 Novembre 2007 - 16:40
 
...e pensare che il grembiule con cui
ho preparato la pizza in settimana l'ho creduto soltanto sporco di pomodoro!
Immensa Naima.
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#9    06 Novembre 2007 - 20:30
 
ce l'hai fatto "vedere", più di una foto
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Commenti