"Ti piace essere venuto a questo mondo?"
       Bamb.: "Sì, perché c'è la STANDA".
  (Andrea Zanzotto)      

           

domenica, 17 giugno 2007

Longevità

Ritroveremo, con gli anni, la casa
dove ogni cosa ha lunga vita
e si consuma il giusto,
senza fretta, dove ogni penna
dura molti mesi, un piatto anni,
un pavimento secoli,
e consuma generazioni.
La vita riavrà il diritto all'entropia,
ad involversi adagio, serena,
fino alla sua giusta e buona fine.
Perfino un oggetto
ha diritto a una storia
nella nostra storia,
nella storia del tutto.
Solo noi umani corriamo oltre,
ci svincoliamo dai legami
fino a perdere il senso
del tutto. In quella casa
di ogni frammento, con pazienza,
cercheremo la radice.
Si comporrano nei pomeriggi
di quiete, in assenza di pensiero,
puzzle incompleti, dimenticati.
Nelle notti di insonnia, leggeri,
in svagata reverie rimonteremo
costruzioni franate.
Di ogni cedola staccata
ritroveremo la matrice.
Di noi stessi, adagio,
ricostruiremo il ricordo giusto
che guarisce.

Postato da: naima2 a 16:59 | link | commenti (12)


Commenti
#1   20 Giugno 2007 - 18:28
 
Sei molto brava a mettere in versi discorsi di saggezza, Naima. Li rendi suggestivi.

(Io, tuttavia, fido nell'oblio e nello sbriciolarsi di cose e ricordi in finissima polvere:-)).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente arden

#2   20 Giugno 2007 - 19:29
 
bella...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente linodigianni

#3   21 Giugno 2007 - 20:57
 
Mi piace, Naima.
(nella speranza che davvero ci siano ricordi in grado di guarire, inteso come transitivo attivo)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente colfavoredellenebbie

#4   30 Giugno 2007 - 22:55
 
o sì, cicalissima amica, il ricordo giusto è solo quello che cura e guarisce.
:-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente farolit

#5   07 Luglio 2007 - 11:52
 
Mi piacciono i primi sette versi e da "in quella casa" in poi. La parte centrale ha un tono oratorio-esplicativo e mi piace assai meno. Vediamo come viene togliendola:

Ritroveremo, con gli anni, la casa
dove ogni cosa ha lunga vita
e si consuma il giusto,
senza fretta, dove ogni penna
dura molti mesi, un piatto anni,
un pavimento secoli,
e consuma generazioni.

Di ogni frammento, con pazienza,
cercheremo la radice.
Si comporrano nei pomeriggi
di quiete, in assenza di pensiero,
puzzle incompleti, dimenticati.
Nelle notti di insonnia, leggeri,
in svagata reverie rimonteremo
costruzioni franate.
Di ogni cedola staccata
ritroveremo la matrice.
Di noi stessi, adagio,
ricostruiremo il ricordo giusto
che guarisce.
______________

Quella serie di verbi al futuro profetico-noltalgico-anelanti(ritroveremo, cercheremo, si comporranno ecc.) non va assolutamente interrotta.

Naturalmente anche la parte restante andrebbe un po' prosciugara.
Augh
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pugilesuonato

#6   11 Luglio 2007 - 17:30
 
Sono d'accordo con Arden.
L'oblio ci salva dall'entropia. Ciò che non ricordiamo, non è mai stato e non ha bisogno di durare. Io non vorrò essere ricordato.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente proteus2000

#7   14 Luglio 2007 - 15:49
 
Gran blog, poesie pensate oltre che sentite (sentire e delirare, è facile): in questa subito m'ha colpito "e si consuma il giusto" (risanato infine)...
CiaU
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente situo

#8   14 Luglio 2007 - 20:10
 
Il ricordo che guarisce... pissicologa?
utente anonimo

#9   15 Luglio 2007 - 22:02
 
... cliente!
utente anonimo

#10   17 Luglio 2007 - 20:46
 
Meraviglioso. Sublime. Ineguagliabile.
Uno dei momenti più alti della letteratura mondiale dell'ultimo millennio.
Mitopoiesi allo stato puro. Magistrale struttura fabulatoria. Esito anticatartico assolutamente spiazzante e sorprendente. Organizzazione semiologica della narrazione di rara e crptica fascinazione.
Un capovaloro.

L'elettrauto di Viale Mazzini


utente anonimo

#11   20 Luglio 2007 - 08:56
 
Oh, guarda chi c'è:
un pugilesuonato
più che mai "anelante"
sudato, che ce la mette tutta,
come un matto
spasima, letteralmente,
per un bisogno "vitale" di riscatto.

Dopo 48 anni, e infinite pattenze
alla ricerca di nuove identità umane (sic! Povera Calurina del Deserto)
tenta di vendicarsi su di te, che forse invidia, si capisce
del suo destino infausto

dev'essere che

l'unica cosa che le è dato
di incontrare, ultimamente
è... la cerniera!
di un vecchio elettrauto esausto.





utente anonimo

#12   02 Agosto 2007 - 13:14
 
OT
Dedicato a giardiniera, alias calurina, alias solomaria, alias mariute, alias pugilesuonato, alias pacchydimaloox, alias vanna e beadasinasce (e purtroppo anche si resta)

quel giorno... a 40°
appena mi sono riavuto dalla sorpresa
mi son sentito passare dall'odio infernale,
alla compassione più totale
in 0,1 secondo!
Pazzesco.
Non sembrava vero neppure a me.
Ma, diobono, se ti ricordi come sono fatto sai che è vero.

...oh, io non dimenticherò mai più quel tuo disperato pedalare!

Pedala, cara, pedala, ora.
Ormai non hai più niente da temere. "Trattatemela bene".


utente anonimo

Commenti