Afa
Nella mia stanza dello scirocco
voluttuosamente patisco l'agosto
oppongo resistenza
al vuoto artificiale
dell'imperativo feriale.
Ascolto la radio:
23 chilometri di coda
al casello di Mestre
liete legioni di sdraio
centurie di ombrelloni
affrontano il mare implacabili,
affollate le passeggiate
dei pendolari dell'estate,
gridi di bambini lontani
come gabbiani...
A ciascuno il suo soffrire:
io godo a patire
questo rarefatto otium
che scioglie
la mia corazza calvinista.
Nell'afa avvolgente
dilaga il mio spazio onirico
lentamente.
|