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"Ti piace essere venuto a questo mondo?" | ||
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Bassa definizione Postato da: naima2 a 13:11 |
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Sinopia Oggi mia madre, centenaria ormai, Postato da: naima2 a 20:31 |
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Postato da: naima2 a 21:25 |
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Blu e nero A Catania, di notte, piano L’usura del tempo non ci spaventa Nelle putìe si mangia strong Postato da: naima2 a 22:21 |
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ART BRUT
Si scrive a volte per meglio tacere.
Buttavano, gli infermieri dell’atelier dell’ospedale,
le “pitture sporche” i disegni scomposti
tremolanti (“mal riusciti”, dicevano) dei matti.
Che bei quadri di art-therapy ne uscivano,
genio e sregolatezza, ma con misura.
Il sangue, il marcio finalmente esternato
il muco il guasto il vomito lo sperma
quel liquame organico, vitale… via, via….
che non si offendano i raffinati e coltivati sensi.
Lo sfaldamento del mondo, l’inelegante crollo
il trascinarsi pietoso del corpo vulnerato…
ma no, testa e coda vanno tagliate, nella grappa
e nella bestia da macello, che nessuno mangerebbe
carne rossa, se vedesse il sangue sparso ovunque
nei capannoni da cui escono incorniciati di bianco
filetti e roast-beef. Che bei quadri di art brut,
all’ospedale
nell’atelier ben riordinato, quando il peggio
è stato mondato, cessato il grido, il fremito
l’urlo inarticolato.
E’ il lamento educato
che va privilegiato.
Postato da: naima2 a 17:59 |
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Recensione di un'opera d'arte involontaria: il grembiule del Postato da: naima2 a 20:53 |
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Fermenti Postato da: naima2 a 18:58 |
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Dedicata all’ampolloso signor “PERALTRO” Postato da: naima2 a 21:17 |
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Come ogni estate
“Che fai?” chiede dall'ufficio
l'amica che sconta rassegnata
le gioie pasquali
delle ferie anticipate.
Che faccio? Trasformo, elaboro
(ma sì, sublimo),
costruisco ricordi dell’estate
per l’inverno a venire.
Sublimo gli esiti del nubifragio
di sabato notte, che spaccò il melo
carico di mille frutti (esagerato!).
Le mele Canada, ricordi?
asprigne, piatte, ruggini un poco
attorno al picciolo.
Taglio i fruttini in quattro,
sprizzano verdi schizzi di succo
candido, effervescente
come citrato (te lo ricordi?)
e la polpa, subito ossidata,
vira da candida a terragna
(ma si può in un attimo virare
così, da slancio a svilimento
come negli Harmony, o nell’800?)
Butto via molto: semi torsoli
piccole gallerie scavate
da coraggiosi bruchini speleologi
nell’asprezza ferrigna
dei crudi minuscoli frutti.
Tagliuzzo mondo scarto
e a mio insindacabile volere
promuovo o boccio, rifiuto o salvo.
Nel ciarpame universo del vasto tavolo
frugo scegliendo il meglio…
bel lavoro ecologico, eclettica
cultura materiale : mondare,
mestiere quotidiano ed eterno.
Che faccio? Di speciale, niente,
faccio la Dea Sapiente
recupero, riparo, salvo
cambio un danno in risorsa
volgo l’asprezza in dolce.
Faccio le marmellate
come ogni estate.
Postato da: naima2 a 23:05 |
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Armadio La porta di noce apre Postato da: naima2 a 12:58 |
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